domenica 29 febbraio 2004

Fr...




Fra Dolcino


cardinali a piedi nudi


«togliere l’8 per mille alla Chiesa, rimetterli a piedi nudi e dar loro la possibilità di fare i francescani. Finalmente si salverà la religione».



venerdì 27 febbraio 2004

Per chi non lo sa ...


Per chi non lo sa


Failure
fallimento, insuccesso, fiasco, omissione, il non fare, trascurare, il mancare a; mancanza, insufficienza, scarsità, deterioramento indebolimento deperimento; (Med) collasso; bancarotta (Babylon)


Vai su www.Google.com e chiedi "miserable failure".


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Amarcord



Motore dal rombo cupo, sicuro, la pesantezza del telaio, il  sellino vasto, il manubrio robusto, una spranga d'acciaio quasi, una silhouette sobria quanto solida: ecco cosa era, è, sarà sempre la moto Guzzi, vanto motoristico italiano nato a Mandello Lario, in riva al lago di Como. Trenta anni passati su quel bisonte d'acciaio non sono pochi così come indimenticabili sono i momenti di libertà vissutici insieme, correre contro il tempo e il vento, magari con qualche pulzella che si abbracciava forte forte, mentre i pistoni picchiavano e stantuffavano sodo.
[Paolo Zaccagnini Il Messaggero - di ieri]


Me la ricordo anch'io, la moto Guzzi del babbo, anni quaranta, in tre (o 4?) sopra, per la via dei Guazzi, tra Ponte a Poppi e Soci, bivio per Farneta (quella delle Novelle della Nonna), su verso Lierna e Camaldoli. Il volano! Un disco cilindrico esterno, di acciaio lucido che dava il ritmo ai pistoni; quanto pagherei per risentirlo, quel motore.La foto della moto con quel cilindro d'acciaio mi richiama il rumore del motore - quello non accelerato, in folle - e mi ricrea un turbinio emozionale, tipo quello che, con i suoi mezzi espressivi, rappresenta Proust all'inizio della Ricerca, quando assaggiando un dolce, la maddalena, si sente trasumanare e viene portato indietro dalla macchina del tempo. Forte.(Barbabianca, inedito)


PS. Se apri qui la foto dovresti vedere il cilindro bianco con bordo argentato davanti al piede del centauro.


Per le Novelle della nonna vedi anche qui.


 

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Non nutriamo alcun pregiudizio verso l'onorevole Silvio Berlusconi, cui anzi talvolta accordiamo l'istintiva simpatia che merita chiunque svolga compiti enormemente superiori alle proprie possibilità. Nelle ambasciate straniere hanno smesso di chiedersi se alcune sue sorprendenti dichiarazioni siano riconducibili al premier o al battutista, al cantante o all'uomo di stato.Tuttavia ci pare che nella sua frenetica poliedricità egli finisca per confondere i molteplici ruoli che impersona, come un Fregoli che entri in scena sempre con l'abito sbagliato.
[Guido Rampoldi La Repubblica - a pagamento]

BUM! &nbsp; <B...



BUM!


 



Il pallone è una bella cosa, ma non va dimenticata un'altra cosa: è gonfio d'aria", disse una volta il mitico Giuàn Trapattoni.
(G A Stella sul Corriere)


Ieri sono state perquisite le sedi di tutte le 46 squadre di calcio di A e B e quelle di Lega Calcio e Figc. (Paolo Zaccagnini (ANSA) - ROMA, 27/02/2004 15:32 )

L'Italia è a...


L'Italia è anche mia



Si può cambiare la Carta Costituzionale
ma non si possono cambiare le carte in tavola


Ho sottoscritto l'appello qui

Buona giornata c...


Buona giornata


con l'Aperitivo


giovedì 26 febbraio 2004

Il Papa inda...


Il Papa indagato per lo IOR



trovata qui






&nbsp; Fazio indaga...

 


Fazio indagato


 il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio è  indagato per favoreggiamento nel delitto di truffa aggravata e continua  dalla procura di Trani.


Financial Times, Gran Bretagna [in inglese]


 

&nbsp; Mortadella&n...

 


Mortadella  Ranocchio Cicogna


Il postino e i segreti della corona di ferro.
Chi è davvero Antonio Volpe? A chi questo manovale della Grande Trappola Telekom, questo "postino" dello scartafaccio su "Mortadella"(Prodi) "Ranocchio" (Dini), "Cicogna"(Fassino) che doveva sostenere le frottole di Igor Marini, ha reso e rendeva conto nel tempo? Chi commissionò i suoi servizi? Nel giorno in cui la magistratura di Torino ne ordina la cattura, conviene riproporre queste domande, perché nelle possibili risposte si potrà forse afferrare "il filo di una calunnia" che, in queste ore, un investigatore definisce "lungo".
[La Repubblica - a pagamento]

Greenspan: r...


Greenspan: ripresa solida.


...Una tempesta che fa calare l'euro a 1,2499 dollari quando si diffonde la voce che la Banca centrale europea ridurrà i tassi o interverrà sui mercato monetari insieme con la Banca del Giappone per fare apprezzare il biglietto verde americano e rianimare così le emaciate economie dei paesi dell'Ue. E
che spinge Alan Greenspan, il governatore della Banca centrale Usa a denunciare l'enorme deficit di bilancio dello stato e il fatto che non vi sono incluse le tremende
spese della guerra e della ricostruzione dell'Iraq.
[Corriere della Sera]

Prima o poi ...


Prima o poi compro anche te.



Berlusconi: l'Alitalia per ora non si privatizza
[Roberto Giovannini La Stampa - a pagamento]

Banche disar...


Banche disarmate


Assalto israeliano alle banche di Ramallah
Nella lotta internazionale al terrorismo tutto diventa lecito: anche l'assalto armato alle banche in pieno giorno e la requisizione di milioni di dollari. (La Stampa - a pagamento]

martedì 24 febbraio 2004

Un manuale di resi...


Un manuale di resistenza


In circostanze più normali della vita nazionale, il libro di Sartori sarebbe un rigoroso e documentato commento a un decennio di storia politica. Nell'attuale collasso civile, esso diviene, forse contro voglia, un manuale di resistenza e assume una rilevante funzione morale...
Allo stesso modo, è difficile dire se faccia piacere o no vedere clamorosamente e tragicamente confermate dai fatti le ragioni dell'opposizione alla guerra in Iraq sostenute dal Corriere, perché per noi che crediamo nell'Occidente come Ferruccio de Bortoli — artefice di quella linea del Corriere critica verso la guerra — non è piacevole vedere che in quella circostanza alcuni governi occidentali hanno mentito sulle motivazioni del conflitto ed è ancora meno piacevole vedere che la guerra, lungi dall'essere finita, sta diventando un pantano sempre più sanguinoso per tutti.
Se non si apre sopra, prova da qui. E clicca su casa ed  Laterza.

&nbsp; Mi oppongo ...

 


Mi oppongo


Io non parteggio per nessuno. Mi oppongo a chi sragiona.
Abate Galiani (1728-1787


 

<BR>Oh, my god! <BR...


Oh, my god!



See their god.

&nbsp; Tanto per sc...

 


Tanto per scherzare


Oggi ultimo giorno di *.*


Domani incomincia la *.*


 

&nbsp; Firma l'...



 


Firma l'appello



“L’Italia è l’unico paese della comunità europea escluso dal canale televisivo ARTE, che costituisce uno dei migliori strumenti di vita culturale in Europa. Tutti gli italiani in quanto europei, dovrebbero avere la possibilità di accedervi. (...) Non è una questione politica, non c'entrano la destra e la sinistra: è una questione di libertà di scelta”. “La televisione è un bene comune, tutti devono poter scegliere di vedere un canale di grande levatura culturale e senza pubblicità”.


Claudio Abbado



http://www.articolo21.com/modules.php?name=News&new_topic=9

domenica 22 febbraio 2004

&nbsp; Bancarotta f...

 


Bancarotta festaiola


In fondo ha ragione quel fior fiore di reazionario intelligente che si chiama Thomas Friedman che ieri sul New York Times ha avuto un attimo di sconforto e di vergogna: «Noi, che siamo così ricchi e così forti e così nel giusto», ci vediamo consegnare dalla Casa bianca un messaggio che è «moralmente e strategicamente da bancarotta», e che suona più o meno così: Tutti voi continuate a occuparvi dei vostri affari, fate shopping, cercate la felicità, guardatevi le tette di Janet nell'intervallo del Super Boal, compratevi il fuoristrada di Shwarzenhegger. «Nessun sacrificio vi è richiesto, nessuna attacco da pagare per questa cuccagna infinita. Neppure il bisogno di ridurre il consumo di benzina, anche se ciò consentirebbe di tagliare i finanziamenti alle forze di intolleranza islamica che ammazzano i nostri soldati».


Giulietto Chiesa  

sabato 21 febbraio 2004

20 marzo giorno d...


20 marzo


giorno della mobilitazione globale nata per rispondere all'appello dei pacifisti americani


...Carovane per la pace partiranno dalla Sicilia, dal Friuli e dalla Liguria, per attraversare tutto il paese e arrivare a Roma il 20 marzo giorno della mobilitazione globale nata per rispondere all'appello dei pacifisti americani, fatto proprio dal Forum di Bombay, per fare, ad un anno dall'invasione dell'Iraq, una giornata mondiale contro la guerra, per la fine dell'occupazione e il ritiro delle truppe occupanti, per la pace in Medio Oriente.


La marce daranno nuovo senso alle bandiere della pace, o scolorite e talvolta lacere che, ostinate, si affacciano ancora da milioni di balconi, a partire dal primo marzo v. Adista n. 13.2004


Per l’organizzazione della giornata di mobilitazione mondiale del 20 marzo, sulla base di appelli convergenti, si è costituito il “Comitato fermiamo la guerra” che raccoglie le tante sigle che diedero vita al grande 15 febbraio di un anno fa. Il Comitato ha elaborato un documento a cui tutti possono aderire ed ha deciso di promuovere il 20 marzo una manifestazione nazionale a Roma che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica per concludersi a Piazza San Giovanni.


trovata nella mia email da parte di http://www.cdbitalia.it.


Cominciamo a pensarci.

La umana comme...

 




La umana commedia – III


Ieri (Decameron)


La peste viene figurata come cornice al grande quadro della vita, ma è una cornice pervasiva che tiene insieme tutta la vicenda e ne permette, per contrasto ma non per assurdo, il suo spensierato svolgimento. In un mondo basato sulle regole ferree della società feudale la Peste fa cadere le vecchie leggi divine e umane costringendo gli uomini a elaborarne di nuove e diverse.


E in tanta afflizione e miseria della nostra città era la reverenda autorità delle leggi, così divine come umane, quasi caduta e dissoluta tutta per li ministri e esecutori di quelle, li quali, sì come gli altri uomini, erano tutti o morti o infermi o sì di famigli rimasi stremi, che uficio alcuno non potean fare; per la qual cosa era a ciascun licito quanto a grado gli era d'adoperare”. *.*


52...La violenza selvaggia del morbo aveva come spezzato i freni morali degli uomini che, preda di un destino ignoto, non si attenevano più alle leggi divine e alle norme di pietà umana. Le pie usanze che fino a quell'epoca avevano regolato le esequie funebri caddero travolte in abbandono.


Nessun freno di pietà divina o di umana regola: rispetto e sacrilegio non si distinguevano, da parte di chi assisteva al quotidiano spettacolo di una morte che colpiva senza distinzione, ciecamente. Inoltre, nessuno concepiva il serio timore di arrivar vivo a rendere conto alla giustizia dei propri crimini. Avvertivano sospesa sul loro capo una condanna ben più pesante: e prima che s'abbattesse, era umano cercare di goder qualche po' della vita.


53. Anche in campi diversi, l'epidemia travolse in più punti gli argini della legalità fino allora vigente nella vita cittadina. Si scatenarono dilagando impulsi prima lungamente repressi, alla vista di mutamenti di fortuna inaspettati e fulminei...Nessun freno di pietà divina o di umana regola: rispetto e sacrilegio non si distinguevano, da parte di chi assisteva al quotidiano spettacolo di una morte che colpiva senza distinzione, ciecamente.

(Omaggio a un grande: Tucidide – A tutto comodo vai al libro II della Guerra del Peloponneso, apri al cpv 47 e gustati qualche pagina di questo grandissimo: la Peste l'ha colpito e poi risparmiato perché nessuno come lui l'avrebbe potuta raccontare).


Morti proprietari ed eredi, le case e le terre sono a disposizione di tutti i sopravvissuti: finisce la proprietà privata, non esiste più l’organizzazione statale.

Uomini e donne rimasti soli al mondo, coperti di piaghe, bisognosi d’aiuto, accettano la presenza e l’aiuto di chiunque nella loro casa: la peste distrugge il privato, la famiglia e gli altri rapporti, primo fra tutti il comune senso del pudore…

Chi sopravvive non è più lo stesso: finisce il ME, si fa avanti la nuova classe: la borghesia; irrompe il nuovo valore: il denaro. Nuove leggi governano la società senza più stato, famiglia, religione.

Nella tragica situazione che si viene a creare, le soluzioni d’emergenza sono diverse:

- chiudersi in casa

- far vita sana e temperante, senza isolarsi del tutto, prendendo precauzioni

- vivere sfrenatamente

- fuggire nella campagna.

Si scatena l’egoismo, ci si tiene lontano dai malati. Si muore comunque, si muore soli, ripagati della stessa moneta.

In questa “cornice” si inquadra “Il grande fratello” boccacciano.


...stando in questi termini la nostra città, d'abitatori quasi vota, addivenne, sì come io poi da persona degna di fede sentii, che nella venerabile chiesa di Santa Maria Novella, un martedì mattina, non essendovi quasi alcuna altra persona, uditi li divini ufici in abito lugubre quale a sì fatta stagione si richiedea, si ritrovarono sette giovani donne tutte l'una all'altra o per amistà o per vicinanza o per parentado congiunte, delle quali niuna il venti e ottesimo anno passato avea né era minor di diciotto, savia ciascuna e di sangue nobile e bella di forma e ornata di costumi e di leggiadra onestà


la prima, e quella che di più età era, Pampinea chiameremo e al seconda Fiammetta, Filomena la terza e la quarta Emilia, e appresso Lauretta diremo alla quinta e alla sesta Neifile, e l'ultima Elissa non senza cagion nomeremo.


Mentre tralle donne erano così fatti ragionamenti, e ecco entrar nella chiesa tre giovani non per ciò tanto che meno di venticinque anni fosse l'età di colui che più giovane era di loro; ne quali né perversità di tempo né perdita d'amici o di parenti né paura di se medesimi avea potuto amor, non che spegnere, ma raffreddare. De' quali, l'uno era chiamato Panfilo, e Filostrato il secondo, e l'ultimo Dioneo, assai piacevole e costumato ciascuno; e andavano cercando per loro somma consolazione, in tanta turbazione di cose, di vedere le loro donne, le quali per ventura tutte e tre erano tra le predette sette, come che dell'altre alcune ne fossero congiunte parenti d'alcuni di loro. *.*


Comincia così la grande avventura.

I 10 giovani adottano l’ultima soluzione, senza utilizzare la terza: Mangiano (bene), cantano e ballano con accompagnamento di liuto, viola e cornamusa, rispettano i giorni festivi, si fanno un programma di "lavoro", con uno schema matematico. La materia è l’antropologia, la base sperimentale il comportamento umano, così come realmente è; insomma “la verità effettuale della cosa”, un anticipo su Machiavelli.

E’ una nave in gran tempesta in cerca di nocchiero: in una situazione “concentrazionaria” come questa, senza le antiche catene-sicurezze di dio stato famiglia, in presenza della morte incombente sempre e comunque, su tutto e su tutti, non rimane che fermarsi a riflettere insieme, “serenamente”, senza farsi prendere dal panico: vale la pena vivere? La risposta nel vento della vita reale, negli uomini come li vediamo muoversi in tutto il bacino del mediterraneo. Panfilo è l'amante fortunato, Filostrato infelice e travagliato in amore, Dioneo il lascivo, Pampinea opulenta e felice amante, Filomena l'ardente, Elissa l'adolescente che ama non ricambiata, Neifile giovinetta gaia e sensuale, Emilia intenta a sé stessa, Lauretta la gelosa, Fiammetta che gioisce del suo amore. Il tema delle novelle è libero nella prima e nella nona giornata, ma nelle altre esiste un argomento obbligato. Solo Dioneo è di solito libero di esulare un po' dal tema. Ogni giornata si chiude con danze e con una canzone-ballata che suggella una "conclusione" posta al termine del raccontare.




Son 10 giorni di studio appassionato ma lucido, in due settimane lavorative di 5 giorni cadauna, metodo sperimentale “galileiano” dove il cannone-occhiale è puntato non sulle stelle, ma sulla terra, non sul Principe ma sul mondo variopinto degli uomini e delle donne di tutte le classi sociali.

Caleidoscopio fantasmagorico come fantasmagorica è la realtà intravista: 10 giovani, 10 giornate, 100 novelle. La peste dura 6 mesi, i 10 se ne tengono fuori per 15 giorni, dopo i quali decidono di rientrare, perché, dice Dioneo, una cosa come questa non può durare a lungo in un equilibrio meraviglioso come è stato per 15 giorni: la realtà ci sopraffarebbe comunque e quindi tanto vale rientrarci consapevolmente, assumendocene i rischi: “

E per ciò, acciò che per troppa lunga consuetudine alcuna cosa che in fastidio si convertisse nascer non ne potesse, e perché alcuno la nostra troppo lunga dimoranza gavillar non potesse, e avendo ciascun di noi, la sua giornata, avuta la sua parte dell'onore che in me ancora dimora, giudicherei, quando piacer fosse di voi, che convenevole cosa fosse omai il tornarci là onde ci partimmo. Senza che, se voi ben riguardate, la nostra brigata, già da più altre saputa dattorno, per maniera potrebbe multiplicare che ogni nostra consolazion ci torrebbe.

I ragionamenti furon molti tra le donne e tra'giovani, ma ultimamente presero per utile e per onesto il consiglio del re, e così di fare diliberarono come egli aveva ragionato; *.*




La realtà è questa e tale va affrontata: statisticamente 4 o 5 di loro son destinati a morire; questo il Decameron non lo racconta; ma lo faranno con lo stile del fiore del deserto, che piega non renitente il suo capo innocente sotto il fascio mortal .


Ma tutti, i sommersi e i salvati, ci indicano la speranza: l’ultima delle 10 giornate evoca il sogno di un mondo senza peste, un mondo governato da liberalità e magnificenza.

L’ultimissima figura è quella di Griselda che conosce forme di abiezione ai confini dell’assurdo ma, la forza del suo amore, il “cinismo” della sua rassegnata resistenza alla sadica perversione del suo padrone e signore, l’istinto stesso, forse, di sopravvivenza la portano alla finale salvezza.

Dio mio, mi commuovo…

Griselda potrebbe essere l’umanità di oggi; miliardi di uomini – Africa, Asia, Sud America – M.O. – ridotti a strisciare e leccare gli stivali al brutto poter che ascoso a comun danno impera, che non mollano, non si rassegnano, continuano a vivere a dispetto di tutto, fanno figli…

Ma qui siamo a


Oggi

Pentadecadone


Contrappasso per analogia:

Ecco i 10 (provvisori) protagonisti:

Splinder, Bloggando, Blogspot, blogclarence.com, Excite.it/blog, Il cannocchiale.it, Quintostato.it, Daypop.com, Weblogs.com, Tribook.it, Blogmapper.com…


Ecco Fiesole con le due case: Internet con Microsoft e Nescape. Il giardino fiorito di URL e WWW nati spontanei, sempre rinnovatisi, le spine degli Hackers, le malattie dei virus…Il liuto dell’armonia che vince di mille secoli il silenzi, il canto e la poesia dei nostri umani sentimenti, espressi al meglio con spontaneità, vivacità e, quando possibile, dignità d’arte.

Ecco i personaggi del vario spettacolo della vita: noi blogghisti, internauti, privilegiati, figli di mammà, buona tavola, musica vocale e strumentale, servitori a disposizione alle dipendenze di 2 siniscalchi: Hardware e Software.

Forniti di mezzi, istruzione, capacità critica…diversi per gusti e temperamento. Tra di noi ci sono tutti i personaggi delle commedie; e se non sono tra di noi, siamo in grado di individuarli all’interno della grande tela.

Allora incominciamo.

Per una volta così:


Incipit commedia


Sul fiorir del cammin di nostra vita

Ce ne salimmo in cima ad un bel colle

Dalla peste cercando via d’uscita.


A valle lasciavamo un mondo folle

Che sol di piaghe e di tormenti ormai

Tutte le genti far volea satolle.


Non preghiere o bestemmie o turpi lai

Furon nostri compagni in quel frangente

Ma novelle, canzoni e versi gai.


Se comprender vorrete, brava gente,

aguzzando l’ingegno capirete

la nostra nobiltà di cuore e mente.


Chiusi eravamo ancor dentro la rete

D’un mondo vecchio stupido e bigotto

In mano a un re suonato e a un falso prete.


Se da noi accetterai d’esser condotto

Diverrai “forse”più civile e umano

“sicuramente” più cosciente e dotto.


Continua...


 

venerdì 20 febbraio 2004

&nbsp; Beppe Grillo...

 


Beppe Grillo


L'umorismo e' il piu' eminente meccanismo di difesa (Sigmund Freud).
Ieri sono andata allo spettacolo di Beppe Grillo. Non so come ho potuto esitare prima di prendere i biglietti. Se non l'avessi fatto, avrei
perso una delle più importanti occasioni di crescita della mia vita. Il teatro Augusteo in via Roma era pieno, sono state aggiunte due serate
al programma. Lo spettacolo "Facciamo luce" è iniziato così. Buio  completo, la voce di Grillo che dice: "Siete arrivati qui così in tanti perché
probabilmente vi hanno detto chi sa cosa su ciò che io farò stasera. E voi tutti lì a fidarvi. E invece no, voi prima di giudicare dovete ascoltare,
dovete fidarvi di voi stessi e del vostro giudizio. Per esempio voi ora guardate tutti verso il palcoscenico, eppure io non ci sono, perché
sono alle vostre spalle!"
Si accende la luce e lui avanza tra le grida e gli applausi. E inizia una carrellata di battute e riflessioni a raffica
che non permettono alla nostra mente di fermarsi un attimo. E dice che è stato chiamato come consulente in vari campi, quello economico ad esempio,
riguardo al crac Parmalat, perché lui è uno che "sa"; eppure tutto ciò  che sa lo ha trovato su INTERNET.  E dunque siamo noi che non ci
informiamo, che ci facciamo scivolare le notizie addosso. Adesso io ho tradito la sua volontà, perché al momento dei saluti ha "raccomandato" agli spettatori di non raccontare nulla sul suo  spettacolo, perché "lo denunciano anche per sentito dire!". Ma io credo di  immaginare che gli dia fastidio l'idea che le sue battute vengano raccontate e riraccontate, diventando aneddoti e perdendo il loro scopo iniziale,  che è quello di far cambiare realmente il modo di pensare e di agire di tutti
noi come collettività.


(Trovato nella posta elettronica, da parte di Vera)

Funny and dangerous ...

Funny and dangerous


 


Legge di Jones:


Colui che sorride quando le cose vanno male ha pensato a qualcuno a cui dare la colpa.


 (Arthur Bloch).














 


 


trovata qui







Faceva i compiti in un baleno, e poi aiutava i vicini di banco, ma pretendeva in cambio caramelle, oggettini, di preferenza 20 o 50 lire... Se il compito non prendeva almeno la sufficienza, restituiva il compenso... Una volta lo trovai a contare il suo "tesoro" di spiccioli dentro un portamonete che gli avevo dato per avermi risolto un problema di matematica, e lui lamentò che quello era un periodo di magra. Gli "affari" migliori, disse, li aveva fatti con le recite in casa: per vederlo nella parte di protagonista, genitori, parenti e amici ave-vano dovuto pagare il biglietto di ingresso...".


continua...


giovedì 19 febbraio 2004

<BR>Seminari-sti in ...


Seminari-sti in Parlamento



Oggetto: Seminario parlamentare sull'eutanasia


Si informa che la scrivente Associazione ha ufficialmente protestato, con la seguente lettera, per la convocazione di un seminario parlamentare sul tema
dell'eutanasia riservato soltanto a voci contrarie. Si informa altresì che, dopo la nostra protesta, il Seminario è stato rinviato " a data da destinarsi".
Giampietro Sestini - Segretario di Liberauscita


Egr. on.le Azzolini,
in qualità di Presidente della delegazione italiana all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Ella ha convocato per mercoledì 18 febbraio alle ore 14,30 nella Sala Sacrestia di Palazzo Valdina un seminario sull'eutanasia e sui farmaci palliativi, in previsione del probabile esame ad aprile da parte della predetta assemblea. Premesso che qualsiasi iniziativa su un tema così delicato che - come Ella giustamente afferma - "tocca uno degli aspetti più sensibili del rispetto
della persona umana e della libertà individuale" ci trova perfettamente consenzienti, non possiamo non rimarcare come - contrariamente a quanto affermato nella lettera di convocazione del Seminario - le "Associazioni più direttamente interessate" NON SONO STATE INVITATE A PARTECIPARE, e ciò mentre tra i relatori figurano rappresentanti di Istituzioni notoriamente contrarie all'eutanasia, come la Pontificia Università Lateranense e la Pontificia Università Gregoriana.
Nell'informarLa che la Associazioni italiane "più direttamente interessate" sono "Liberauscita" e "Exit-Italia", ci auguriamo che la loro mancata convocazione sia dovuta ad una mera disattenzione.
In caso contrario dovremmo arguire che Ella intende svolgere un Seminario a senso unico, i cui risultati non rappresenterebbero le diverse concezioni
etiche, filosofiche e giuridiche sull'argomento.
In attesa di cortese risontro Le porgiamo distinti saluti
Giancarlo Fornari - Presidente di Liberauscita - Associazione per la depenalizzazione dell'eutanasia

mercoledì 18 febbraio 2004

Oggi a Cesenatico ...


Oggi a Cesenatico


La morte fa spettacolo


Dedicato alle centinaia di Pantani e Minghelli



Si me ce so’ trovata, sor Ghetano?
Quanno vennero giù stavo lì sotto.
Faceveno er trapeso americano:
quanno quello più basso e traccagnotto,


facenno er mulinello, piano piano,
se mésse sur trapeso a bocca sotto,
areggenno er compagno co’ le mano.
Mentre stamio a guardà, tutt’in un botto


se rompe er filo de la canoffiena,
punfe! cascorno giù come du’ stracci.
Che scena, sor Ghetano mio, che scena!


Li portorno via morti, poveracci!
Sur sangue ce buttorno un po’ de rena,
e poi vennero fòra li pajacci.
(Li pajacci Cesare Pascarella )


L'alchimia infernale: sport, spettacolo, doping
Le Figaro, Francia [in francese]



Morbo di Gehrig: muore anche l'ex calciatore Minghelli

lunedì 16 febbraio 2004

&nbsp; Caduta liber...

 


Caduta libera


Nell'albo d'oro della gloria sportiva, Marco Pantani stonava. Molte  persone che ora lo stanno incensando, alcune delle quali sembravano  quasi sollevate di poter parlare di "depressione", evitavano in realtà  di mostrarsi in pubblico accanto a lui. A torto o a ragione, Pantani  incarnava un'immagine sporca di cui il ciclismo non riesce a liberarsi.  Anche se non è legata al doping, la sua morte farà di nuovo parlare di  questo problema che vorremmo poter ignorare. Così come non possiamo 
ignorare che il mondo dello sport e dello spettacolo sportivo è in  parte costruito sull'eccesso. E che l'ultima rampa, a volte,  fatalmente, può finire con una caduta libera.


Libération, Francia [in francese]


 

La umana commedia - II

 La umana commedia - II


La "peste nera"  (scheda storica)


Giovanni Boccaccio, nel Decamerone, spiega ai lettori che il ricordo della pestilenza del 1348, apparsa nella città di Firenze da Marzo a Settembre, è molto doloroso. Gli abitanti delle città hanno attribuito a questa pestilenza due ipotesi: 1- maligno influsso degli astri e dei corpi celesti 2- castigo di Dio


La peste è’ una malattia acuta, infettiva e contagiosa dei roditori e dell'uomo, causata da un batterio Gram-negativo, classificato come Yersinia pestis. Nell'uomo la peste si manifesta in tre forme: peste bubbonica, peste polmonare e peste setticemica. La peste nera era la peste bubbonica, portata dai topi o piuttosto da una pulce parassita dei topi, e si propagò, date le circostanze favorevoli, nelle città medioevali, affollate e sporche. La peste colpì dapprima i paesi del Mediterraneo. Subito dopo il suo arrivo a Genova, raggiunse il porto siciliano di Messina. Quasi contemporaneamente, alla fine cioè del 1347, navi provenienti da Costantinopoli la portavano a Marsiglia, da dove si sparse velocemente in tutta la Francia. In Italia la mortifera pestilenza del 1348, che aveva svuotato la città di Firenze e sconvolto l'autorità di ogni legge, sia umana che divina, offrì lo sfondo per il Decamerone di Boccaccio.


Dall'Italia la peste dilagò rapidamente in tutta Europa. La peste infuriò nella sua forma piú acuta per tre anni; ma anche quando parve che il peggio fosse passato, essa continuò ad  aggirarsi sul suolo d'Europa. Ci furono cinque gravi recrudescenze della pestilenza prima del 1400. Né esse cessarono del  tutto con il finire del secolo. Sebbene si andasse lentamente contraendo nelle grandi città, la peste non fu domata in Europa  che verso la metà del Seicento. La grande peste di Londra nel 1665 fu l'ultima eruzione in Inghilterra, la peste di Marsiglia nel 1720 l'ultima sul territorio continentale europeo. Poi le condizioni mutarono. Nel 1727 una nuova invasione venne dalle  steppe russe. Topi scuri proruppero a frotte oltre il Volga, scacciandone i topi neri con i loro parassiti e la peste. Le immediate conseguenze della terribile mortalità, che si portò via in alcune zone persino una metà della popolazione, in  generale forse un terzo, furono enormi.


(H. R. Trevor-Roper)


Sintomi della peste

I primi sintomi della peste bubbonica sono cefalea, nausea, vomito, dolore articolare e generale sensazione di malessere. I  linfonodi inguinali o, meno comunemente, ascellari e del collo, diventano all'improvviso dolenti e gonfi. La temperatura,  accompagnata da brividi, sale a 38,5-40,5 °C. Il polso e la frequenza respiratoria aumentano e il soggetto colpito è esausto  e apatico. I bubboni si gonfiano fino a raggiungere le dimensioni di un uovo. Nei casi non fatali la temperatura inizia a scendere in circa 5 giorni, tornando normale in circa 2 settimane. Nei casi fatali il decesso avviene entro circa 4 giorni.  Nella peste polmonare l'espettorato è inizialmente mucoso e tinto di sangue, per poi diventare molto abbondante e rosso vivo.  Nella maggior parte dei casi il decesso avviene 2-3 giorni dopo la prima comparsa dei sintomi. Nella peste setticemica la  temperatura della persona infetta sale improvvisamente e il colorito diventa violaceo nel giro di alcune ore; spesso la morte  sopravviene lo stesso gioi si manifestano i primi sintomi. Il colorito violaceo, a cui è dovuto il nome popolare di Morte  Nera, è presente nelle ultime ore di vita di tutte le vittime di peste.

( FIAMENI Riccardo)




La fine annunciata (scheda letteraria)


Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo


Folletto: Oh sei tu qua, figliuolo di Sabazio? Dove si va?

Gnomo: Mio padre m'ha spedito a raccapezzare che diamine si vadano macchinando questi furfanti degli  uomini; perché ne sta con gran sospetto, a causa che da un pezzo in qua non ci danno briga, e in  tutto il suo regno non se ne vede uno.


Gnomo: Ma come sono andati a mancare quei monelli?

Folletto: Parte guerreggiando tra loro, parte navigando, parte mangiandosi l'un l'altro, parte  ammazzandosi non pochi di propria mano, parte infracidando nell'ozio, parte stillandosi il cervello  sui libri, parte gozzovigliando, e disordinando in mille cose; in fine studiando tutte le vie di far  contro la propria natura e di capitar male.


Folletto: Ma ora che ei sono tutti spariti, la terra non sente che le manchi nulla, e i fiumi non  sono stanchi di correre, e il mare, ancorché non abbia più da servire alla navigazione e al traffico,  non si vede che si rasciughi.

Gnomo: E le stelle e i pianeti non mancano di nascere e di tramontare, e non hanno preso le  gramaglie.

Folletto: E il sole non s'ha intonacato il viso di ruggine; come fece, secondo Virgilio, per la morte  di Cesare: della quale io credo ch'ei si pigliasse tanto affanno quanto ne pigliò la statua di  Pompeo.

(Leopardi, operette morali)

 


Un'esplosione che nessuno udrà.

 Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce 

un solo progresso, quello del proprio organismo. Allorché la rondinella comprese che per essa non 

c'era altra possibile vita fuori dell'emigrazione, essa ingrossò il muscolo che muove le sue ali e 

che divenne la parte piú considerevole del suo organismo. La talpa s'interrò e tutto il suo corpo si 

conformò al suo bisogno. Il cavallo s'ingrandí e trasformò il suo piede. Di alcuni animali non 

sappiamo il progresso, ma ci sarà stato e non avrà mai leso la loro salute.

        Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e 

nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e 

si rubano e l'uomo diventa sempre piú furbo e piú debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce 

in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non 

potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha piú alcuna 

relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta 

la terra la creatrice. La legge del piú forte sparí e perdemmo la selezione salutare. Altro che 

psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno 

malattie e ammalati.

        Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando 

i gas velenosi non basteranno piú, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di 

questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente 

esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti 

gli altri, ma degli altri un po' piú ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della 

terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme 

che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di 

malattie. ( La coscienza di Zeno, 1923)

domenica 15 febbraio 2004

sabato 14 febbraio 2004

La umana commedi...



La umana commedia



post n.1


Storie parallele
(ieri e oggi)



Ieri
Decameron: le 10 giornate


Reduce da un breve ciclo di lezioni frequentato qui a Firenze all’Università dell’Età Libera (la mia), non riesco a liberarmi dal pensiero della grande analogia tra il mondo rappresentato dal Boccaccio nel suo Decameron e il mondo raccontato, rappresentato e vissuto da tutti noi in questa grande ribalta teatrale del mondo da noi abitato.


Tutti conosciamo la Commedia di Dante che così meritamente ci sta spiegando la nostra dolce e cara blogghista Eunoè che trovate qui linkata (dio mio) sotto “e quindi uscimmo a riveder le stelle”; è il viaggio di salvezza dalla selva selvaggia di questa “aiuola che ci fa tanto feroci” alla “candida rosa” del Cielo Empireo, là dove Dante finalmente vede “la forma general di paradiso”.
Aiutato dalle indicazioni e dalle suggestioni del relatore del corso Prof.Duranti, riandando ai lunghi anni di studi trascorsi nella scuola prima dietro i banchi e poi dietro la cattedra, sento profonda l’esigenza di attentamente valutare quest’altro messaggio di salvezza che ci viene da un certaldese, figlio naturale di un ricco banchiere e che aveva 8 anni quando Dante, assistito da Beatrice figlia, in quel di Ravenna, si ricongiunse per la seconda volta e definitivamente con la Beatrice celeste che così aveva pregato:
Tu m’hai di servo tratto a libertade
Per tutte quelle vie per tutti i modi
Che di ciò fare avei la potestate.
La tua magnificenza in me custodi,
sì che l’anima mia che fatta hai sana,
piacente a te dal corpo si disnodi
. (Paradiso XXXI, 85-90).


Boccaccio aveva dunque 8 anni nel 1321 e 35 nel 1348, “quando nell’egregia città di Firenze, oltre ad ogni altra italica nobilissima, pervenne la mortifera pestilenza…”.
Scrive queste parole quando ancora metà delle case eran rimaste “di famiglia vote”. Fiorentini deceduti:96.000; la metà della popolazione! Poco prima, gli era morto il padre, che l’aveva richiamato dagli ozi di Napoli per la crisi dell’Ambrosiano, volevo dire della Banca dei Bardi e si era dovuto assumere l’amministrazione familiare. Nonostante ciò, trova il tempo (1349-51) per scrivere, non con il computer, ma a lume di candela e penna d’oca, 100 novelle, incastonate in una cornice storica vera perché direttamente vissuta.
Anche lui si trova in una selva selvaggia e aspra e forte o, se si vuole, in una Firenze simile a quella del post alluvione 1966 (io c’ero). La situazione veramente ancora una volta “a dir qual’era è cosa dura”. Come se ne esce? Per Dante si muovono, da lassù, 3 donne benedette (Maria, Beatrice, Lucia), una delle quali scende nell’atrio sottostante al Paradiso, si presenta a Virgilio e lo manda in soccorso, come tutti ben sappiamo. La commedia (=dramma, teatro della vita) si risolve con l’intervento divino.
Qui no: la commedia rimane dal principio alla fine nell’ambito umano, in termine filosofico “immanente”. Non è una differenza da poco, a così breve distanza dalla “divina” – che lui Boccaccio amò tanto da copiarla 3 volte di sua mano, da capo a fondo. Insomma mentre in Firenze, Toscana e tutta (vedremo) l’Europa le città si riempiono di cappelle e santuari votivi dedicati alla madonna salus infirmorum ( anche al mio paese c’è “la madonna del morbo”), questo certaldese figlio di mercante, inventa 2 ville in quel di Fiesole, ci manda 10 giovani con i loro inservienti, e facendoli raccontare, investiga la vita e il suo significato, studia gli uomini “come sono” e dall’insieme dei loro comportamenti estrae un succo della storia umana che fa scrivere ai critici parole come queste:


la disgregazione sociale superata nella socialità serena e decorosa della brigata è uno schema in cui si riflette il motivo centrale del Decameron.



In altre parole, per uscire dalla selva selvaggia e aspra e forte di questo casino di mondo, occorre mettersi insieme e cercare al nostro interno, con le sole nostre forze, la via d’uscita, se ce n’è una.


Oggi.
Pentadecadone: le 5 decadi


Anno 2050: la terra morirà.


Mi vesto da certaldese ed abbozzo il mio Decameron che si chiamerà, provvisoriamente, Pentadecadone, 5 decine d’anni, quanti ne rimangono tra noi e la peste nera che colpirà il Pianeta Terra nel 2050, quando la terra morirà, secondo la relazione pubblicata dal WWF.



LONDRA — Manca solo di conoscere l'ora, che verrà resa nota domani, dal WWF. Un ultimo dettaglio prima di aspettare la fine del mondo, che gli esperti World Wildlife Fund, prevedono tra 48, forse 50 anni, non oltre il 2050.


Chi s'aspettava di dover leggere tra le righe della ricerca che la catastrofe sarà provocata dallo scontro tra la Terra e un asteroide o con la Luna, come qualche scienziato ha ipotizzato, è rimasto deluso, ma anche molto spaventato. Per la ragione che di tempo a disposizione, ne è rimasto davvero poco.
Il rapporto del WWF individua un solo responsabile per la distruzione del nostro pianeta: l'uomo. E' lui la causa di tutto. Il suo incosciente comportamento porterà all'estinzione di molte specie animali, all'inquinamento delle risorse idriche, alla morte dei pesci nei mari e alla scomparsa delle foreste. In altre parole, alla fine del genere umano, prevista per il 2050. Una visione catostrofica alla quale gli esperti dell'organizzazione internazione per l'ambiente non sono pervenuti per caso, ma sulla base dei dati scientifici, che abbracciano gli ultimi tre decenni, durante i quali si sono registrare delle radicali mutazioni causate dallo sfruttamento delle risorse naturali. D'altro canto i numeri sono chiari: nel 1970, anno preso come base di riferimento per la ricerca, nel Mar del Nord venivano pescati 264 mila tonnellate di merluzzi, mentre nel 1995 appena 60 mila. L'inquinamento atmosferico è aumentato notevolmente tanto che negli Stati Uniti, che è il paese con la più alta percentuale di emissione nell'aria di anidride carbonica, ogni anno vengono perduti 12,2 ettari di terreno coltivabile, in Gran Bretagna 6,29, in Etiopia 2,5 e un ettaro in Burundi; le foreste, dal 1970 al 2002, sono diminuite del 12 per cento.


I dati sono inconfutabili e confermano che s'arriverà ben presto a una riduzione delle risorse idriche d'acqua dolce e di ossigeno. Dobbiamo fare in modo che l'uomo non saccheggi più la Terra, che riduca drasticamente il suo sfruttamento. In caso contrario, assisteremo alla fine del mondo». Occhi puntati all'Earth Summit di Johannesburg, anche se le posizioni tra i paesi che hanno aderito al vertice, sono molte diverse tra loro. Soprattutto quella degli Stati Uniti, fortemente contraria a una riduzione dei consumi. E dire che un cittadino americano sfrutta il doppio delle risorse di un cittadino britannico e 24 volte di più di un abitante dell'Africa.
lunedì 8 luglio 2002 (www.iltempo.it)


Come si vede la sceneggiatura si articola su 2 piani paralleli che si alternano secondo la legge dantesca del contrappasso per analogia: ieri la peste nera, oggi il consumismo (WWF), che ci consuma e divora.
Il nostro analfabeta di ritorno, tessera n. 625, lo chiama comunismo, lo stupid white man lo identifica col terrorismo, la tessera n. 626 lo evoca a tutte le ore su Mediaset con lo spell (formula magica) “consigli per gli acquisti”. 
Le fonti che, come Virgilio nella Divina Commedia, spandon di parlar sì largo fiume, qui nel Pentadecadone, le chiamerei Giovanni Sartori e Noam Chomsky.
Il primo dà alla peste il nome di bomba demografica, il secondo di impero nordamericano. Come avremo agio di vedere.


Comunicazione di servizio a tutti i cyber-passanti:


questa seconda storia può essere fatta a più mani, attraverso i commenti o tramite email.


Quello che qui appare va considerato una bozza ed è suscettibile di continue riformulazioni; a cominciare dal titolo. I Promessi Sposi partirono col titolo di Fermo e Lucia se non erro. Pentadecadone, per es., potrebbe divenire Decalustro, i 10 lustri che ci separano dalla fine annunciata dal WWF.


La umana commedia
fine post n.1

giovedì 12 febbraio 2004

Rassegna stampa de...


Rassegna stampa del 12.02.04


Cabina elettorale assistita


Fatti privati e calcoli pubblici
Come accadde nel passato in Italia per la legalizzazione del divorzio o dell'aborto, scrive Lietta Tornabuoni sulla Stampa, questioni private e delicate quali la fecondazione assistita vengono usate a scopo di compravendita elettorale. Ci saranno pure casi di convinzione o di coscienza, ma è piuttosto difficile credere che siano in maggioranza. Facile, invece, immaginare il baratto: noi di centrodestra approviamo questa legge, così la chiesa cattolica è contenta e ci darà sostegno alle elezioni prossime. Sono calcoli che la democrazia cristiana ha sempre fatto al di là delle convinzioni.


jet, bond, crack, splash


Lazio-Milan 4-0
Una dinastia corsara di "facili guadagni"
Il boato degli stadi, il fruscìo dei quattrini e il fetore del bugliolo, che non usa più, ma nell'immaginazione resta il wc delle carceri. Chissà come verranno rubricati, tra
una cinquantina d'anni, i gloriosi predoni italiani del calcio e dell'economia come Sergio Cragnotti. Gol, jet, bond, crack, splash nel senso di caduta nel fango, e ogni
tanto pure la galera: entro questi confini, negli anni novanta, si è venuta a formare una razza di personaggi con cui l'Italia di oggi comincia a fare i conti. E sono
salati: per loro e per l'Italia.
[Filippo Ceccarelli La Stampa - a pagamento)


Santa Rosalia non far la caronia
La leggenda dei fuochi siciliani
Nelle strade di Caronia la ragione insegue lo spettro del piromane che non c'è. Un avvocato preoccupato fa l'inventario dei danni e si fa scortare dai pompieri.
A Canneto di Caronia, gli esorcisti con gli aspersori stanno arrivando alla spicciolata, dicono di cercare il diavolo ma in realtà se lo portano appresso; cacciandolo lo
introducono, sia pure come capro espiatorio. La loro acqua benedetta è olio sul fuoco perché sempre, quando si arriva al dessert della ragione, ci si rifugia nel santino, nella tonaca, e anche la croce diventa un amuleto.
[Francesco Merlo La Repubblica - a pagamento]



e le stelle stanno a guardare (i terroriss...)
Israele entra a Gaza. Un giorno di battaglia: uccisi 15 palestinesi
Al termine di una giornata di furiosi combattimenti nelle strade di Gaza e della vicina Rafah, in cui 15 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco di militari israeliani, tutti i
gruppi armati dell'intifada hanno promesso terribili ritorsioni contro obiettivi israeliani.(Aldo Baquis)

nemico di chi?
Il nemico di Kerry ora è una foto 


La foto è comparsa su internet: quando era divenuto ormai chiaro che John Kerry, sconfitto nella Carolina del Nord, avrebbe vinto le primarie della Virginia e del Tennessee nel profondo sud, il terreno a lui più sfavorevole. L'immagine lo ritrae assieme a Jane Fonda, due anni prima che l'attrice visitasse il Nord Vietnam in guerra contro gli Stati Uniti, e fosse ribattezzata con odio "Hanoi Jane" dai conservatori Usa. La foto, scattata a una dimostrazione pacifista del 1970 nella Pennsylvania, mostra la Fonda in primo piano e Kerry due file indietro.
[Ennio Caretto Corriere della Sera]


NB. a pagamento vuol dire che l'articolo per intero si può leggere online solo a pagamento.

mercoledì 11 febbraio 2004

&nbsp; Rassegna sta...

 


Rassegna stampa


Una carezza per guarire
La scienza cenerentola nel paese dei maghi
Mentre l'Italia sta andando chissà dove, carica di ansie e di scontento, Umberto Veronesi, con la sua scienza profonda e il suo intaccabile ottimismo, ne immagina un'altra, generosa e creativa, impegnata a migliorare la salute, il benessere, il futuro di tutti. E la racconta nel suo ultimo libro dal titolo che assomiglia al suo modo di essere un grande oncologo di profonda umanità, Una carezza per guarire. C'è il paese della televisione che cancella la realtà coi miracoli da Madonna Pellegrina; c'è quello del risparmio miope che trova inutile investire nella ricerca.
[Natalia Aspesi La Repubblica -]


Seymour Hersh
Quando il giornalismo non è embedded (assoldato).


Seymour Hersh è un pezzo di storia del giornalismo investigativo americano. Nato 67 anni fa a Chicago da una famiglia della middle class (il padre gestiva un impianto di lavaggio a secco per tintorie), è stato premio Pulitzer nel 1970 per la sua inchiesta sul massacro di My Lai, l'evento destinato a modificare la percezione della guerra in Vietnam, a svelarne gli orrori. Ha lavorato nel tempo per l'Associated Press e il New York Times, ha demolito il mito di Jfk Kennedy in un libro destinato a spaccare l'America, The dark side of Camelot.
Carlo Bonini La Repubblica - 


 

&nbsp; Candeggina e...

 


Candeggina e ammorbidente


Quando apro il canale uno e vedo - a tutte le ore - la tavola imbandita con intorno i fortunati giornalisti che ricevono scuola di culinaria, penso che vorrei essere lì, per riempire, insieme agli occhi, il palato e l'olfatto. Poi le solite prevenzioni politiche mi richiamano alla memoria il racconto di quelle donne deportate nel lager, non ricordo quale, ma uno vale l'altro, che non facevano altro che parlare di ricette di cucina. Io non ci credo, ma pare che servisse a calmare la fame e a dimenticare la realtà presente. Che il Direttore Mimun ci abbia  ormai messo dentro una grande Zanussi in piena azione per per lavare il nostro cervello dalle macchie del comunis... ?



Queste cose possono succedere solo in America.


Così.


 

lunedì 9 febbraio 2004

&nbsp; Momenti ...



 


Momenti


Lunedì 9 febbraio 2004. Con Paola a sentire l’ultima lezione sul Decameron, dal prof.Duranti, all’Educatorio di Fuligno, via Faenza. Sulla via del ritorno, nell’aria primaverile che, dopo due giorni di maltempo, riempie di vita i polmoni e fa battere alla rossa di Barrichello il primato della pista del Mugello, parlo con Paola del mio progetto di narrare sul Barbabianca un po’ di storia contemporanea, in controluce con la “umana commedia” del 300 di Boccaccio: là la Firenze appestata del 1348, qui il pianeta appestato dell’11 settembre 2001. Noi blogghisti come i 10 giovani fiorentini che escono (o fuggono) da Firenze-pianeta per ritrovarsi in relativa tranquillità nelle 2 ville di Fiesole-internet, a ragionare dei fatti della vita, ben rappresentata laicamente nelle sue mille forme contraddittorie dalle 100 novelle. Riusciranno i nostri 10 giovani eroi ad evitar la peste e scampare alla morte? Decideranno di rientrare a Firenze o rimarranno impauriti e rintanati sul colle degli etruschi? Contro la malvagità della peste potrà valere e prevalere l’astuzia dell’intelligenza? Contro la verità effettuale del potere cinico e baro, potrà valere e prevalere l’utopia dei valori laici? Ci potrà essere una via di mezzo tra il Ser Cepparello lucido e blasfemo della prima novella e la Griselda masochista fino al totale asservimento e disprezzo di se stessa dell’ultima?


Così ragionando camminiamo per le vie di una Firenze antica che si veste delle luci diffuse di una illuminazione sapientemente studiata. Sbucando da Via S.Antonino, Paola mi fa ammirare il semicerchio d’ambra dei palazzi che va dall’Hotel Baglioni al profilo solido e strutturato del fianco destro di S.Maria Novella; il tutto sorretto dalla cupola di un cielo azzurro reso più chiaro e quasi lucente dalla stella della sera splendida e sola come un grande diamante; attraversiamo Piazza S.Maria Novella, con uno sguardo troppo fuggevole alle belle volute della facciata dell’Alberti e, quasi a caso, andando verso i lungarni, imbocchiamo via dei Fossi. La luci artificiali danno una patina aggiuntiva alle vetrine antiquarie che la occupano da cima a fondo: mi sembra di scivolare sul pavimento della strada come sollevato da un cuscino d’aria, come le ballerine russe con le maxigonne nere che strisciano volando sul palcoscenico. Passarci di giorno tutta un’altra cosa. Sul lungarno, oltre il parapetto, sporgendomi per ammirare una mimosa fiorita, rimango scosso dal volo improvviso di un trampoliere del tutto imprevedibile che stava riposando sotto un grande cespo di rose gialle in pieno sboccio. La pescaia sottostante, nel gioco di acqua prima ferma e subito vorticosa, fa impazzire i riflessi delle luci dei palazzi. Dove il parapetto si sporge sul fiume a forma di semicerchio, sulla panchina due giovani abbracciati. Quasi inavvertitamente, sempre camminando, ci stringiamo un po’ di più l’uno all’altra. Emozioni. La passeggiata romantica finisce sul bus n.6, al Torrino di Santarosa, sul lungarno degli antichi renaioli; direzione Isolotto.

&n...










 


 


Tirato per il Capello


Viva l'Italia, Viva la pace


( Fabio Capello, Domenica sportiva 8.02.04)


Sangre y pelota:


Dai un'occhiata qui.

domenica 8 febbraio 2004

Lo dicevo, io. Da...


Lo dicevo, io.


Dalla stampa



Sarah Delaney è una giornalista statunitense che collabora con il Washington Post


Due eventi recenti, non collegati fra loro, mi hanno fatto pensare all’Italia e alla sua identità culturale. Uno è stato la piccola ma allegra manifestazione per la difesa del tempo pieno alle scuole elementari; l’altro, il lancio del terzo episodio tratto dal Signore degli anelli.


Mi ha detto un amico italiano: “Che noia tutta questa enfasi sui buoni contro i cattivi e sul Bene che trionfa sul Male. Sono cose che non hanno niente a che fare con noi italiani. Noi siamo cresciuti a forza di Iliade e Odissea, dove il bene e il male stanno da entrambe le parti e anche dentro i personaggi”.


E questo mi riconduce alla manifestazione per la scuola. Non voglio certo discutere i meriti o demeriti della riforma Moratti, o i problemi enormi che affliggono la scuola pubblica in Italia. Dico solo questo: a me sembra che quella maggiore sottigliezza (cioè la capacità di accettare le ambiguità della vita, la creatività nel risolvere i problemi o almeno mediarli) che vedo in tanti italiani venga forse da quell’istruzione che è comune a tutti ed è imperniata sui classici, sulla storia, sulla geografia.


Leggi l'articolo

sabato 7 febbraio 2004

&nbsp; &nbsp;&nbsp;...

 


   


La vita e' come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.


Per oggi proviamo così 


Buona giornata ai blog travellers.



 

venerdì 6 febbraio 2004

&nbsp; Ora di cena ...

 


Ora di cena


 Abbiamo riso abbastanza, adesso pasta! (su Internet)

PUNTUALIZZAZIONI SUL...

PUNTUALIZZAZIONI SULLA VITA
La vita, è un insieme di cose diverse,
In un certo senso qualcosa che non si discute.
Ma il senso si può sempre cambiare:
Che niente è più eccitante di una buona discussione.
 
La vita, è qualcosa di bello, qualcosa di grande.
Qualcosa che comporta fasi alterne
Con una regolarità che ha del prodigioso
Poiché una fase segue sempre l’altra.
La vita, è sempre così piena d’interesse:
Si va, si viene… come un attraversamento di zebre.
 
Può anche darsi che poi si debba morire,
Ma pure questa può esser una buona cosa.
E comunque ciò non cambia niente.
La vita, si tratta di un insieme di cose diverse,
Sotto certi aspetti e per sovrappiù qualcosa
Che si collega ad altri fenomeni
Ancora oggi poco noti, poco studiati,
E sui quali non è affatto il caso qui di soffermarsi.
 
Boris Vian- 9 febbraio 1948


Copiato da esserepadre



Oggi mi sento male, anzi buono. Non sarò terrorista (Bush), né comunista (Silvio), né antisemita (Deaglio su Diario).


Dopo la fine del corso in 5 lezioni sul teatro comico del 900, voglio ridere e cantare, come tutti (o quasi), con Oscar e Louis.
Il mondo ha sempre riso delle proprie tragedie ed è questo l’unico modo in cui è riuscito a sopportarle; di conseguenza tutto ciò che il mondo ha trattato in maniera seria appartiene al lato comico delle cose.
(Oscar Wilde).


What a wanderfull world


(Louis Armstrong)


 

&nbsp; &nbsp; &n...

 


 



 


 


 


 


 


 


''La  televisione americana e' uscita fuori di seno''.
Il Tempo 5.2.004

giovedì 5 febbraio 2004

&nbsp; INFORMAZIONE...

 


INFORMAZIONE E DEMOCRAZIA  
 
 "Dal dopoguerra, l'Italia non ha mai vissuto una situazione così grave come questa: è la sua stessa democrazia ad esserne minacciata.


Una sola persona è oggi in grado di influenzare direttamente il 95% delle televisioni italiane e tramite esse una grande massa di cittadini. "


 Stigli ha sottoscritto;



Sottoscrivi anche tu

mercoledì 4 febbraio 2004

&nbsp; &nbsp;&nbsp;...

 


   Banche armate 


passa parola...


Da: Marisa_A: urbanoci@yahoo.it
Data: Thu, 29 Jan 2004 16:17:09 +0100
Oggetto: un'altra furbata del nostro presidente passata sotto silenzio naturalmente 
      
Allegato B
Seduta n. 403 del 17/12/2003
COMUNICAZIONI
Interrogazione a risposta in Commissione:


PANATTONI. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per conoscere - premesso che:
Poste italiane spa ha sviluppato una attività finanziaria molto estesa, utilizzando la presenza capillare in tutti i comuni d'Italia con i suoi più di 12.000 sportelli; la collaborazione  con il sistema bancario italiano è stata in passato di difficile realizzazione, in quanto le banche hanno sempre visto Poste italiane come un forte competitore; da circolari interne destinate alla rete si avrebbe notizia che Poste italiane abbia stipulato un accordo con la banca Mediolanum, di proprietà del Presidente del Consiglio, per consentire la domiciliazione di bonifici bancari di tale banca presso gli sportelli postali in tutto il territorio nazionale, inaugurando così una collaborazione che risulta essere l'unica del genere sino ad ora realizzata; la banca Mediolanum, priva  di propri  sportelli, si troverebbe quindi improvvisamente dotata di più di 12.000 sportelli distribuiti su tutto  il territorio nazionale, diventando la banca italiana di gran lunga con la maggiore copertura territoriale; è evidente la rilevanza di questo accordo tra Poste italiane, società a totale capitale pubblico, e banca Mediolanum, società privata appartenente al capo del governo, configurando così una potenziale situazione di privilegio -: se quanto detto in premessa relativamente all'accordo corrisponda al
vero e  se l'accordo costituisce un primo passo verso una collaborazione più allargata tra poste italiane e banca Mediolanum e se non ritiene che una materia di questa natura, che ha come oggetto gli interessi della  azienda pubblica e della azienda del Capo del Governo non debba essere preliminarmente verificata sul piano della opportunità  per  una potenziale concorrenza di interessi.
(5-02713)

&nbsp; Rassegnata s...

 


Rassegnata stampa


E le prime comunioni? Pubbliche manifestazioni ''Vietato ai  minori di anni undici''.

Cossiga ''Pacchi bomba: fermato un anarchico sardo''.


Lifting allo specchio: Bush e Blair investigano sulla Cia


 

martedì 3 febbraio 2004

Grillo come Moor...



Grillo come Moore


La carovana delle limousine scure


La resa della sostanza all’apparenza



Il declino della Fiat è forse uno dei migliori indici del declino italiano: dieci anni da Fiat vendeva in Italia un’auto su due, oggi una su tre. L’immagine più forte del crepuscolo italiano è stata per me quella della carovana di limousine scure che in una sera del 2002 – al culmine di una crisi della Fiat che sembrava mortale – ha portato l’intero stato maggiore della Fiat a un consulto drammatico, non al ministero dell’industria o delle finanze ma nella grande villa di Arcore si Silvio Berlusconi, padrone della Fininvest e capo del governo. Le immagini del telegiornale sembravano quelle di un film sulla mafia, quando avviene un regolamento di conti e un cambio della famiglia al vertice del potere. Era la resa di ciò che resta dell’Italia industriale alla nuova egemonia, all’Italia della pubblicità e della televisione commerciale. La resa della sostanza all’apparenza.


Da leggere obbligatoriamente, da capo a fondo.