martedì 30 marzo 2004

Cepparello aggiornato a oggi



La umana Commedia VII (divertissement)


La prima novella riportata a



Oggi  Si racconta che Scudo Rosso, grande e ricco mercante americano che aveva ottenuto titolo azionari alla corte di Wall Street, dovendo accompagnare Tony Bliar in Europa, sapendo che i suoi affari erano molto intricati e disseminati in molti luoghi, , e che non si potevano concludere velocemente, pensò di affidarli a diverse persone: rimase solo indeciso sul chi mandare a riscuotere i suoi crediti in Borgogna.


Il motivo della sua titubanza era che conosceva i "borgognoni" come uomini litigiosi, di carattere cattivo e sleali, e non gli veniva in mente nessun uomo così cattivo che potesse a loro opporre.

Dopo aver riflettuto a lungo su questo problema, gli venne in mente un certo Carletto from Texas

che spesso gli aveva chiesto riparo nella sua casa di Georgia e chei francesi chiamavano erroneamente Nice Guy .


Questi era un notaio, che provava grandissima vergogna quando doveva redigere un documento autentico, infatti, faceva documenti falsi gratis meglio che chiunque altro a pagamento. Seguendo le orme della "famiglia", diceva il falso per divertimento, sia quando era necessario per la sua professione, sia quando non lo era, e siccome allora in Pensylvania si prestava gran fede ai giuramenti, aveva vinto molti processi giurando il falso, cosa che faceva senza nessuno scrupolo o preoccupazione.

Inoltre si divertiva e s'impegnava molto a far sorgere tra amici e parenti odi, scandali, inimicizie,sporchi giochi (dirthy triks) e più ne scaturivano malvagità più era contento e divertito.



Invitato ad assistere ad un omicidio o a qualsiasi altro reato, vi andava di propria volontà senza mai negarlo, e più volte si trovò a ferire e uccidere uomini con le proprie mani, provandone un gran piacere.

Ma perché mi dilungo tanto a descriverlo? Egli era probabilmente solo il peggior uomo che mai fosse nato.

La potenza e la situazione sociale di Messer Scudo Rosso a lungo protessero la sua malvagità, così che fu trattato con ogni riguardo sia dai privati cui spesso arrecava oltraggio, sia dai tribunali, ai quali ne faceva continuamente.

Essendosi ricordato di Ser Carletto, Messer Scudo Rosso pensò che fosse proprio la persona che la malvagità dei borgognoni richiedeva, e perciò dopo averlo fatto chiamare gli chiese di assumersi questo incarico in cambio di una cospicua ricompensa e della protezione della corte reale.

Ser Carletto, ricevute da Messer Scudo Rosso le lettere di raccomandazione firmate dal re Pentagon e la procura del Congresso per agire nelle veci del suo protettore, partì per la Borgogna, trovando alloggio in casa di due fratelli i quali svolgevano la professione illecita di usurai, e che gli riservarono ogni cortesia in onore di Messer Scudo Rosso, e qui accadde che Ser Carletto fu colto da infermità. I due fratelli fecero subito accorrere servitori e medici in modo che li servissero e che facessero di tutto per fargli recuperare la salute. Ma ogni aiuto si dimostrò inutile, e visto che l'uomo era ormai anziano e aveva vissuto in maniera sregolata, i medici sentenziarono che peggiorava ogni giorno di più come colui che sta andando incontro alla morte….I due fratelli, nonostante non avessero molta fiducia nell'infermo, andarono in un convento a chiamare uno dei frati più conosciuti e rispettati della regione, il quale una volta giunto al capezzale del moribondo, dopo averlo confortato, gli chiese quando fosse stata l'ultima volta che si era confessato.


Ser Carletto allora, deciso a recitare la sua parte fino in fondo, confidò al frate che nonostante si fosse già confessato in più e più occasioni, ogni volta voleva confessarsi di tutti i peccati che poteva ricordarsi, dal giorno della sua nascita a quello della confessione; e per questo lo pregò di interrogarlo con precisione come se non si fosse mai confessato, senza avere riguardo e compassione per la sua condizione di infermo.



Il frate allora lo rincuorò assicurandogli che erano peccati di piccola entità dei quali la sua anima non sia sarebbe dovuta preoccupare, in quanto era cose più che normali; sempre più conquistato dalla devozione di Ser Carletto, l'uomo gli chiese se mai avesse peccato in avarizia, desiderando più di quello che si conviene o tenendo ciò che non avrebbe dovuto tenere.

Ser Carletto subito cercò di far capire al frate che il fatto che si trovasse in casa di due usurai non doveva trarlo in inganno, perché lui era lì per ammonirli, punirli e fargli abbandonare quel lavoro che li faceva arricchire in maniera ignobile.


L'uomo di chiesa indagò allora sul suo passato da mercante, chiedendogli se non avesse mai truffato nessuno e Ser Ciappelletto confessò che una volta gli era capitato di incassare più denaro del dovuto senza accorgersene, ma una volta resosene conto aspettò di poterli restituire per un anno, ma non avendo più avuto l'occasione di incontrare questa persona, aveva poi devoluto la somma in eccesso in beneficenza.

Il frate vedendo che non c'era altro da fare assolse Ser Carletto e lo benedì considerandolo un sant'uomo, avendo creduto in pieno alle sue parole, cosa che avrebbe fatto chiunque sentendo parlare così un uomo in punto di morte.

Il frate infine gli augurò che con l'aiuto di dio potesse guarire, e gli disse che se anche Egli avesse deciso di prenderlo a Sé, sarebbero stati più che contenti di seppellirlo nel loro monastero.Ser Carletto prese la comunione, e peggiorando le sue condizioni, ebbe l'ultima unzione, e il giorno stesso morì e i due fratelli subito prepararono tutti i particolari della sepoltura, pagando con i soldi del defunto.

Saputa della sua morte il santo frate convinse gli altri suoi confratelli che fosse loro dovere accogliere il corpo di quel sant'uomo presso di loro; la mattina seguente si tenne la processione funebre a cui partecipò tutta la città e giunti in chiesa il frate che lo aveva confessato portò la sua vita ad esempio per tutti i credenti.

Questi lo lodò così a lungo e in maniera così convinta che tutti vollero, alla fine della messa, baciarlo e prendere un brandello delle sue vesti, e la notte stessa egli fu seppellito in una grande arca di marmo.



Tutti cominciarono ad adorarlo come ad un santo, cominciando a chiamarlo San Carletto from Texas, attribuendogli molti meriti e miracoli.


Così visse e morì dunque ser Carletto from Texas il quale infine divenne santo.


E anche nel caso fosse così, la Grazia di Dio è così tanta che non guarda al nostro errore nel servirci di intermediari sbagliati per rivolgerci a lui, ma solo alla purezza della nostra fede, come se rivolgessimo le nostre preghiere ad intermediari legittimi.

Ed è per questo che noi,occidentenel pieno della pestilenza, ci ritroviamo in questa lieta e allegra compagnia, sani e salvi, lodando il suo nome e rivolgendoci a lui per ogni nostro bisogno, sicurissimi che ci ascolterà.


A questo punto Panfilo terminò la sua narrazione.




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